Nel corso del 2024, il Ministero dell’Istruzione della Repubblica Ceca ha annunciato una profonda riforma del sistema educativo nazionale, con particolare riguardo all’insegnamento delle lingue straniere nella scuola primaria e secondaria di primo grado.
Questa riforma, i cui contenuti finali sono apparsi recentemente sui media nazionali cechi, sarà implementata gradualmente tra il 2025 e il 2034, rappresenta un importante cambiamento che coinvolge anche le scuole bilingui ceco-italiane presenti sul territorio ceco.
Le istituzioni italiane, a partire dall’Ambasciata d´Italia e dall’Istituto di Cultura Italiano, la Camera di Commercio Italo Ceca e lo stesso COMITES hanno monitorato in questi mesi i contenuti di questa riforma, manifestando apertamente anche in forma scritta l’esigenza di tutelare le scuole primarie e secondarie nelle quali viene insegnato l’italiano, creando le condizioni per ampliare la possibilità di scelta per gli studenti e famiglie che intendono indirizzare i propri figli nell´apprendimento della lingua italiana.
In effetti, le prime proposte di riforma sembravano favorire l’insegnamento della lingua inglese, francese, tedesca e spagnola a discapito di lingue meno popolari, ma pur sempre rilevanti. Rientra in questo ambito la lingua italiana, ma ad esempio anche quella polacca.
Un grande lavoro di supporto è stato fornito dal deputato e presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia tra Repubblica Ceca e Italia, onorevole Vojtěch Munzar, che ha organizzato e coordinato diversi incontri anche con lo stesso ministro dell´istruzione Mikuláš Bek, con l’intento di tutelare l’insegnamento della lingua italiana, lasciando aperta la possibilità di scelta delle scuole di organizzare classi dove venga insegnata la lingua italiana fin dalla prima elementare (come nel caso della scuola elementare e medie ZS J.Gutha – Jarkovského, piú conosciuta come “Truhlarska” dove risultano oltre 200 studenti che seguono i programmi di insegnamento della lingua italiana).
La riforma prevista che riportiamo di seguito ha introdotto delle importanti deroghe che consentono di tutelare le scuole bilingui ceco italiane. Inoltre, come auspicato da più parti, di prevedere anche un loro possibile incremento nel futuro compatibilmente con l´interesse che studenti e famiglie manifesteranno.
Cosa prevede la riforma
Tra i punti principali della riforma figurano:
- Introduzione obbligatoria dell’insegnamento dell’inglese dalla prima classe della scuola primaria a partire dal settembre 2027 (rispetto all’attuale terza classe);
- Obbligo di raggiungere il livello B1 (secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue) in inglese entro la fine della nona classe;
- Introduzione di una seconda lingua straniera (con precedenza alla lingua tedesca, francese o spagnola) a partire dal settimo anno, con obbligo effettivo dal 2034;
- Possibilità di deroghe: le scuole bilingui che offrono un’altra lingua straniera come prima lingua (diversa dall’inglese) potranno differire l’insegnamento obbligatorio dell’inglese alla quarta classe, pur garantendo il raggiungimento del livello richiesto entro la fine del ciclo.
Parallelamente, il quadro educativo sarà rinnovato per valorizzare il pensiero critico, la creatività, la competenza digitale e ridurre la mera memorizzazione dei contenuti.
Impatto sulle scuole bilingui ceco-italiane
Le scuole bilingui ceco-italiane, che svolgono un ruolo essenziale nella promozione della lingua e della cultura italiana tra le giovani generazioni residenti, si troveranno a dover adattare i propri programmi didattici a questo nuovo contesto.
In particolare:
- possibilità di mantenere l’italiano come prima lingua straniera: grazie alla flessibilità prevista dalla riforma, gli istituti bilingui potranno continuare a offrire l’italiano come lingua principale dalla prima classe, introducendo l’inglese successivamente, dalla quarta.
- sfide organizzative: sarà necessario garantire che, pur iniziando l’insegnamento dell’inglese in un momento successivo, gli studenti raggiungano il livello B1 entro la nona classe, rispettando gli standard richiesti dal Ministero ceco.
- opportunità di valorizzazione dell’offerta linguistica: il rafforzamento delle competenze linguistiche multiple può rappresentare un valore aggiunto per le scuole bilingui, aumentando l’attrattività dell’offerta educativa rivolta sia alle famiglie italiane che ceche interessate a un percorso multiculturale.
Conclusioni
Siamo riconoscenti del lavoro svolto dalle istituzioni italiane e ceche, per cercare di valorizzare l’insegnamento della lingua italiana nelle scuole ceche. Riteniamo che la riforma proposta abbia tenuto conto delle esigenze manifestate in modo ripetuto e in varie sedi.
La riforma, sebbene ambiziosa e orientata a potenziare le competenze linguistiche delle future generazioni, impone una fase di adattamento complessa per le istituzioni scolastiche. Le scuole bilingui ceco-italiane avranno l’opportunità di consolidare il loro ruolo culturale ed educativo, ma sarà necessario un attento ripensamento dei curricula, della formazione del personale docente e delle strategie di comunicazione con le famiglie.
Il Comites Repubblica Ceca seguirà con attenzione gli sviluppi applicativi di questa riforma, offrendo supporto informativo alla comunità italiana e promuovendo il dialogo con le istituzioni scolastiche e le autorità competenti.
